Il Sermone della Montagna Cuore del Cristianesimo!

 In Vangelo

Che cos’è il sermone della Montagna?
E perché è fonte di Ispirazione anche per i Non Cristiani?
Davvero è il Cuore del Cristianesimo come lo definì Gandhi?

Innanzitutto il sermone della Montagna prende il nome dal luogo dove Gesù predicò tale discorso, appunto un monte.
Spesso Gesù saliva sui monti a pregare o per predicare.
Il sermone della Montagna è conosciuto meglio come “Le Beatitudini”, ma non è corretto chiamarlo Le Beatitudini in quanto il discorso è molto più amplio e il passo delle Beatitudini è solo una estrapolazione del discorso della Montagna.

(Per Chi volesse approfondire il Discorso è nel Vangelo di Matteo ed è riportato nell’intero capitolo 5).

Gandhi, uomo non Cristiano, ma sicuramente grande uomo, talmente grande che così hanno parlato di lui:
“Le generazioni future stenteranno a credere che un simile uomo abbia camminato su questa terra”
affermò che il Sermone della Montagna era l’apice di tutti gli Insegnamenti fra tutti i maestri che siano esistiti sulla terra (Gandhi non era Cristiano e si vede in questa affermazione in quanto non chiama Maestro solo Gesù, come Gesù ci ha ordinato di dire, ma chiama maestro anche Buddha o Maometto).
Per dirla semplice, per Gandhi il discorso spiritualmente più Elevato che sia mai stato pronunciato dall’uomo è il Discorso della Montagna.

Qual’è il Cuore di questo Discorso?

E perché è così Importante Non solo per il Cristianesimo?

38 Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; 39 ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; 40 e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41 E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. 42 Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt. 5, 38-48)

Gandhi interpretava in questo modo tale passo:

Porgere l’altra guancia non è un segno di debolezza, bensì di forza, perché è un segno di Resistenza sia al Dolore inflitto che un segno di Ferma Volontà di Non far del Male. Tale gesto secondo la pratica della Non Violenza crea nel persecutore prima indignazione, ma poi in lui cresce il rispetto verso la vittima, in quanto la sua violenza non riesce a piegare la Volontà della Non Violenza e alla fine la Volontà del violento cede il passo alla Volontà dell’uomo di Pace.

Con questa teoria e pratica Gandhi ha dato la Libertà all’India.

Gesù però va Oltre.

Gesù dice: “Amate i Vostri Nemici”.

Questo è il Cuore del Cristianesimo, l’Assioma, cioè la pietra d’angolo, su cui si basa l’intero Insegnamento di Gesù.

Se Non Amiamo i Nostri Nemici Non siamo ancora Discepoli di Gesù e in definitiva Chi Non Ama il Nemico è Credente, ma Non Ancora Cristiano.

Il Cristiano è solo Colui che Accetta e mette in pratica, anche con Estremo Sacrificio, tale Insegnamento.
Amate i Vostri Nemici porterà Gesù a Morire per i Nostri Peccati e per i Peccati di Tutti.
Se togliamo questo mattone dal Cristianesimo otteniamo una Filosofia Buona, valida da Insegnare e Tramandare, ma Non Siamo Cristiani, siamo solo dei bravi Filosofi.

Naturalmente questo mattone è anche il più duro da mettere in pratica, non a caso Gesù poi dice: “Siate dunque perfetti”.
Amare il proprio Nemico è la Perfezione Cristiana e l’unico Comandamento che ci permette di mettere accanto al Nostro Nome l’aggettivo Cristiano.

Alessandro è Cristiano solo e solo se Ama i Suoi Nemici.

L’articolazione “solo e solo se” è Insostituibile ed è Imprescindibile.

Amare il proprio Nemico richiede Anni di Lotta Interiore e si Arriva a riuscire ad Amare il proprio Nemico solo quando siamo di fronte a una Scelta di Coerenza: Se Non Lo Amo Non posso Dirmi Cristiano, quindi Lo Devo Amare.

Ho usato la parola Devo Non a caso.

Amare Non significa provare un sentimento di innamoramento.
Gesù Non parla di questo amore.
Amare significa, come lo spiega Gesù subito dopo, Fare del Bene a Coloro che Ci Odiano, significa Esercitare la Volontà ad Amare prima Ancora che il Cuore Ami realmente.
Se Non Amo Prima con la Volontà e Aspetto di Amare subito con il Cuore Non Amerò Mai il Mio Nemico, perché il Cuore rifiuta il Dolore e Amare il Nemico è Doloroso.
Lo stesso Gesù non voleva Amare i Suoi Nemici quando disse: “Allontana da Me questo Calice”.
Quindi la ripugnanza verso il Nemico è naturale, ce lo Insegna anche Gesù.
Odiare il Nemico Invece è diabolico.
La ripugnanza verso il Nemico deve portarci alla Giustizia e la Giustizia alla Misericordia solo così alla fine quando saremo messi sul punto di dover scegliere fra Essere di Cristo o del Diavolo (cioè Amare o Odiare il Nemico) saremo capaci di Scegliere la Via del Dolore, cioè l’Amore per i Nemici.

Per questo Gesù dice Chi vuol Essere Mio Discepolo prenda la sua Croce e mi Segua.
La Nostra Croce sono i Nostri Nemici.
E la via che traccia Gesù è la via del Perdono e dell’Amore Incondizionato.

La Porta è stretta.

E la via una Sola.

Io Voglio Vivere in Paradiso e se il prezzo da pagare per Vivere in Paradiso è Amare il Nemico ci Voglio mettere la Mia Volontà per Amarlo.

Voglio Amare il Mio Nemico.

Invece gli altri Credenti cosa Vogliono?

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